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La disponibilità a viaggiare è una soft skill sempre più ricercata in azienda

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Nelle job description che riceviamo dai nostri clienti compare, sempre più spesso, la richiesta che il candidato sia disponibile a trasferte. Letta così sembra una banalità perché nell’immaginario collettivo tutti vorrebbero viaggiare, allontanarsi dalla propria quotidianità e conoscere nuovi paesi e nuove culture. Ma nel concreto, durante i colloqui, ci rendiamo conto che questa disponibilità è decisamente limitata. Nel tempo, nello spazio e, soprattutto, in fatto di comfort.

In termini di tempo, i mezzi moderni permettono di essere dall’altra parte del mondo in relativamente poche ore. Oggettivamente andare in Sud America o in Giappone è abbastanza fattibile anche in meno di 24 ore. Ma è ovvio che arrivare dall’altra parte del mondo significa in genere rimanerci per parecchi giorni, addirittura settimane. E le persone desiderano passare almeno i fine settimana in famiglia e a casa. Quasi tutti i candidati, quindi, si dichiarano disponibili a viaggiare. Ma molti di loro solo dal lunedì al venerdì.

Un altro limite che in alcuni casi diventa insuperabile è la destinazione. Per quanto riguarda quello che potremmo definire il “mondo occidentale”, solitamente non ci sono di solito problemi. Il discorso cambia totalmente, invece, quando parliamo di paesi con una cultura completamente diversa dalla nostra. Il primo problema, ovviamente, è legato alla scarsa (direi nulla) conoscenza della lingua, ma non possiamo negare che ci sia anche un problema legato alle condizioni di contorno che sono certamente meno confortevoli rispetto a casa.

Negli ultimi anni, anche a causa della crisi che ha colpito quasi tutti i settori, le aziende hanno dovuto mettere in atto politiche di riduzione dei costi: anche i dirigenti hanno dovuto adeguarsi ad alberghi meno prestigiosi, voli in business class solo se superiori a 4 ore di volo oppure a utilizzare mezzi pubblici, taxi o servizi tipo Uber invece delle macchine a noleggio con conducente.

La ricerca di profili che hanno questa disponibilità resta alta. Un candidato/a che oltre alle proprie competenze specifiche porta con sé anche la disponibilità a viaggiare e la conoscenza di lingue e culture straniere rappresenta un talento prezioso per le società, indipendentemente dagli anni o dai settori di esperienza.

 * – Sole 24 Ore

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