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Istat ‘7 imprese su 10 hanno un sito, ma solo il 10% vende via web’

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Nel rapporto sulla Conoscenza 2018 dell’Istat emerge un’Italia che cresce digitalmente, ma sempre meno rispetto al resto d’Europa. Ha un sito web il 72% delle imprese con almeno 10 addetti, valore al di sotto della media Ue (77%) e solo il 10% vende via web, contro il 16% dell’Ue. In generale cosa fanno di più gli italiani online? Inviano email.

Sia l’uso di strumenti digitali sia il numero di specialisti Ict sono cresciuti in Italia negli ultimi anni, ma sempre meno rispetto al resto della media dell’Unione europea. È questa la fotografia scattata dall’Istat e stampata nel rapporto sulla Conoscenza 2018.

Sfogliamo l’ebook, e soffermandoci sul capitolo Ict, si legge nel 2017 ha un sito web il 72% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, valore al di sotto della media Ue (77%) ma in crescita di 11 punti rispetto al 2010. La quota di imprese che vendono via web i propri prodotti è del 10%, contro il 16% dell’Ue. Sul territorio, l’incidenza è più elevata nelle province autonome di Bolzano (oltre il 27%) e Trento, seguite dall’Umbria e da quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, in molti casi con un progresso di 8-10 punti percentuali rispetto al 2012. Il risultato delle regioni del Mezzogiorno, anche se condizionato da una composizione favorevole delle attività, testimonia quanto sia importante la presenza in rete per le imprese operanti in aree periferiche.

Uso del Pc, il confronto italiani e media Ue

 Nel 2017 l’Istat si stima che il 64% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni abbia usato il computer su basi quotidiane contro il 52% dei residenti in Italia (in aumento di 11 punti rispetto al 2008). Quasi ovunque, il differenziale tra le persone di 16-24 anni e quelle di 55-74 supera i 30 punti percentuali; d’altra parte, tra le persone di 55-74 anni con istruzione universitaria in Italia la quota raggiunge l’80%, in linea con la media Ue.

Cosa fanno gli italiani su Internet? Soprattutto inviare email

Il ritardo complessivo del nostro Paese e il ruolo centrale di età e istruzione nella diffusione delle tecnologie digitali si confermano anche per l’uso di Internet: in Italia, gli utenti regolari sono aumentati dal 37% nel 2008 al 69% nel 2016 (contro l’81% nell’Ue), quota che sale al 73,7% tra le persone laureate di 65-74 anni.

Gli utenti di Internet in Italia si concentrano in un numero relativamente ridotto di attività online, perlopiù di carattere passivo e poco avanzato: sono nella fascia bassa della graduatoria per l’invio di email (l’uso più diffuso in assoluto) e ultimi o nelle ultime posizioni per gli usi a carattere informativo (leggere giornali, documentarsi sulla salute, raccogliere informazioni su prodotti), i servizi bancari (40%), la creazione di contenuti e le vendite online. Sopra la media sono invece la visione di video condivisi da altri utenti e la partecipazione civica o politica.

L’e-business

L’impiego delle tecnologie dell’informazione per le attività di e-business in Italia è in rapida crescita e in linea con la media europea. In particolare, nel 2017 circa il 37% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha utilizzato applicativi gestionali (Erp) per condividere e integrare l’informazione all’interno dell’azienda e rendere i processi più efficienti (+15 punti rispetto al 2010). Come già segnalato, l’uso delle tecnologie digitali nelle piccole imprese appare fortemente influenzato dai livelli d’istruzione degli addetti. A livello europeo, nel 2017 il 56% del personale delle imprese con almeno 10 addetti utilizza computer sul lavoro, contro il 50% in Italia (+12 punti rispetto al 2010). Parallelamente, una impresa europea su cinque ha realizzato attività per il miglioramento delle competenze informatiche dei dipendenti mentre in Italia la quota è del 13%.

Cresciuti i professioni nell’Ict

Gli occupati in professioni Ict sono cresciuti numericamente e come incidenza sull’occupazione: nel 2016 sono più di 8 milioni nell’Ue, corrispondenti al 3,8% del totale, dal 3,1% nel 2011. In Italia sono quasi 750 mila e rappresentano il 3,3% degli occupati: rispetto alla media europea la crescita è stata relativamente più lenta (2 decimi di punto percentuale) e la quota di laureati resta inferiore. D’altra parte, l’occupazione in professioni Ict ha continuato a crescere nel nostro Paese anche nel pieno della crisi e assorbe oltre il 5% del totale dei laureati occupati. Innovazione, export di servizi a elevata intensità di conoscenza e di prodotti di qualità. Circa la metà delle imprese con almeno 10 addetti realizza attività innovative, in linea con la media europea, ma meno del 20% delle imprese innovatrici nel triennio 2012-14 lo ha fatto collaborando con altre imprese e centri di ricerca, contro circa un terzo nell’Ue. Sul territorio, la quota di imprese che ha svolto attività innovative varia da oltre il 50% in Veneto, nella provincia di Trento e in Friuli Venezia Giulia a poco più del 30% in Sicilia e Campania. In tutte le regioni del Centro (tranne l’Umbria) e del Mezzogiorno la percentuale di imprese innovatrici è inferiore alla media nazionale.

Cosa cercano gli italiani su Wikipedia

 Wikipedia può essere definita a buon titolo la principale infrastruttura globale del sapere digitale. È infatti il quinto sito web più visitato al mondo. Benché l’uso sia in larga parte legato alla richiesta d’informazione su voci di costume, Wikipedia ha reso familiare il sapere di tipo enciclopedico per milioni di persone. L’edizione in italiano ha raggiunto 1,4 milioni di voci (dicembre 2017), ed è la quinta al mondo tra quelle con un livello accettabile di elaborazione di contenuti (misurato dalla profondità del corpus), dopo le versioni in inglese, tedesco, francese e russo, e prima di quella in spagnolo. È invece terza dopo le versioni tedesca e giapponese per contributori attivi in rapporto ai parlanti la lingua. Dal lato della domanda, l’Italia è l’ottavo paese per pagine viste, con una quota del 3,7% sul totale mondiale, ma si colloca in una posizione prossima ai paesi nordici rapportando l’uso di questo strumento al numero di utenti di Internet.

Tra le pagine viste dall’Italia su Wikipedia, oltre il 90% è in italiano, seguono inglese e tedesco. La versione in italiano rappresenta il 3,5% del totale mondiale per uso e, fuori dal territorio linguistico nazionale, è la seconda più visitata a Malta, la terza in Albania. In Albania, Svizzera e Malta rappresenta oltre il 5% del totale delle pagine viste mentre approssima l’1% nei maggiori paesi europei.

(Fonte: www.key4biz.it)

 

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