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Fibra FTTH, FTTC, VDSL, Vectoring. Facciamo chiarezza.

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A breve i provider Internet saranno obbligati a specificare nelle loro offerte commerciali il tipo di servizio fibra offerto, entrando nei dettagli delle tecnologie impiegate. La novità si deve alla recente approvazione dell’emendamento del decreto fiscale che dovrebbe completare l’iter legislativo entro metà dicembre.

Il relatore del documento ha specificato nel testo che per le definizioni deciderà l’AGCOM, in relazione agli standard internazionali. A questo punto diventa fondamentale un piccolo ripasso delle tecnologie oggi impiegate dalle Telco.

La “vera” fibra è FTTH

La “vera” fibra, come tutti amano citare, è quella basata su architettura fiber-to-the-home (FTTH), ovvero una rete basata completamente su fibra ottica che idealmente collega le dorsali, centrali e gli appartamenti.

La FTTC è la più diffusa nel paese

La “fibra” più diffusa nel paese è quella basata su architettura fiber-to-the-cabinet (FTTC) ed è di fatto uno degli asset di maggior valore di TIM. Il suo listino all’ingrosso prevede una versione in VULA (Virtual Unbundling Local Loop) e una in Bitstream. Il primo prevede una consegna del traffico in centrale, poi l’operatore alternativo si occupa di raggiungere il cliente. Il secondo invece è un tutto incluso: dalla postazione cliente al punto di interconessione della rete.

Nella FTTC la rete in fibra raggiunge gli armadi che sono poi a loro volta collegati con gli appartamenti tramite le vecchie reti in rame del telefono. Verrebbe da dire che per anni è stato scorretto chiamarla proprio “fibra”, ma è pur vero che su un tratto lungo chilometri solo una piccola porzione – sebbene fondamentale – è in rame. Con un escamotage dialettico rubato all’industria alimentare avrebbero potuto chiamarla “rete a base di fibra”, ma sarebbe stato ridicolo.

Quel che conta è che da domani sbagliare definizioni nella comunicazione ai consumatori verrà considerata una pratica commerciale scorretta.

Le prestazioni FTTC

Il capitolo più delicato riguardante l’FTTC è quello delle prestazioni. Perché mentre nell’FTTH di solito vi sono poche sorprese, con il rame di mezzo va un po’ a fortuna. Prima di tutto è caratterizzante la distanza dell’edificio dall’armadio. Gli operatori sostengono la media nazionale sia circa 250/300 metri. Entro questa soglia i servizi sono ideali, mentre più aumenta la distanza e più degradano.

Full vectoring

Non meno importanti sono la qualità del rame (che nel tempo riduce le sue qualità trasmissive), il tipo di impianto che si ha casa, il numero di prese e tanti altri piccoli dettagli. Insomma, chi si è dilettato in casa a mettere mano al proprio impianto telefonico, senza lavorare con competenza, rischia brutte sorprese.

Su rete FTTC normalmente vengono erogati servizi VDSL (very-high-bit-rate digital subscriber line), VDSL2 o VDSL2 V+. Sono acronimi spaventosi ma semplicemente indicano il tipo di tecnologia impiegata e quindi banalizzando il tipo di hardware montato nei cabinet.

Vectoring da Cabinet e ADSL2+ da Centrale

VDSL è accreditato di una velocità massima teorica di 55 Mbps, VDSL2 di 100 Mbps, VDSL2 V+ di 300 Mbps. Al solito, le prestazioni reali sono nettamente inferiori. Difficile fare una stima, ma in linea di massima si viaggia circa il 40% in meno.

Come se non bastasse negli ultimi anni si è iniziato a impiegare il Vectoring (Very High-speed Digital Subscriber Line), ovvero una tecnologia che riduce le interferenze elettromagnetiche (nello specifico cross-talk, diafonia) migliorando le prestazioni finali dell’ultimo tratto in rame.

Si parla di un incremento prestazionale di circa il 40% che però superati i 600 metri di distanza dell’armadio decade bruscamente, come spiega con dovizia di particolari un gruppo di esperti in un documento dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni.

Vectoring da Cabinet con ADSL2+ e VDSL2 da Centrale

Per attivarla ci vuole hardware specifico montato negli armadi che ospitano i cosiddetti DSLAM. Non è un problema se l’armadio è di proprietà di un singolo operatore, mentre invece lo scenario si fa più complesso se ne convivono insieme più di uno.

“Il vectoring coordinato (detto MOV, multi-operator vectoring) prevede che tutti gli operatori ULL colleghino i propri apparati tra di loro affinché la cancellazione possa fare leva sulle informazioni raccolte da tutte le linee indipendentemente da quale operatore ne abbia il controllo, realizzando così una cancellazione quasi ottimale”, spiega infatti Fastweb.

Il difetto principale del vectoring – a parte il ridotto raggio d’azione – è che in presenza di servizi ADSL2+ la sovrapposizione spettrale riduce di circa il 20% le prestazioni di questi ultimi. Insomma, se su un armadio coesistono servizi ultra-broadband e broadband sono dolori. Ecco spiegato parzialmente in senso della recente decisione di TIM di far migrare milioni di clienti su “fibra”.

Nessun sostanziale problema invece se coesistono VDSL2 di profilo diverso. Mentre due servizi con vectoring di due operatori vedono ridurre il vantaggio prestazionale dal 40% (standard) a circa il 20%.

In sintesi, l’unica certezza è che non vi sono certezze con la FTTC. Che poi detta tutta: una volta ottenuti tra i 50 e i 160 Mbps reali davvero è cosi caratterizzante con quale tecnologia vengono forniti?

(Fonte: www.tomshw.it)

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