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Battaglie e conflitti sul lavoro, 6 regole per stare bene in ufficio

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Identificare i propri punti deboli, gestire meglio gli orari, disconnettersi e confrontarsi apertamente con i colleghi: sono alcuni dei consigli per evitare ansia, stress e depressione sul luogo di lavoro e vivere meglio

Scoprire i propri punti deboli. Gestire meglio il proprio tempo. Disconnettersi. Parlare dei propri problemi. Mangiare, dormire e fare esercizio quando non si è al lavoro. Non essere troppo duri con se stessi. Sono i sei modi per raggiungere il benessere mentale in ufficio. Ne parla Joanne O’Connell in un articolo del Guardian in cui riporta i risultati di un’indagine realizzata da YouGov per conto dell’associazione britannica Business in the Community che ha coinvolto circa 3 mila lavoratori del Regno Unito. Cosa è emerso? Che tre impiegati su cinque hanno avuto problemi mentali (stress, depressione, ansia) a causa del lavoro e che il 15% è stato licenziato, demansionato o ha subito azioni disciplinari per averlo rivelato. Se si rapporta il dato al totale della popolazione che lavora nel Regno Unito, si raggiunge la cifra di 1,2 milioni di persone.

“Malgrado la crescente rilevanza della salute mentale nei luoghi di lavoro, oltre un milione di lavoratori affronta una serie di ripercussioni per averne parlato al proprio capo – dice Louise Aston, direttore benessere di Business in the Community –. Questo report è una call to action per una migliore leadership che metta fine a questa ingiustizia e fornisca supporto. È tempo di sfatare il pregiudizio in base al quale avere problemi mentali equivale a peggiori performance sul lavoro: dobbiamo formare i manager perché apportino i miglioramenti necessari per consentire alle persone di continuare a lavorare e crescere”. Ecco allora i consigli per migliorare il proprio benessere in ufficio.

Lavorare sui propri punti deboli. Affrontare di petto ciò che può essere responsabile di stress o ansia può aiutare ad anticipare i problemi e a trovare un modo per risolverli. Il punto debole può essere un incarico particolare, come la realizzazione di una presentazione, ma anche lavori regolari e ordinari che possono mettere in difficoltà, come un’intervista o un appuntamento.

Gestire il proprio tempo. Decidere quando e dove lavorare può essere di grande aiuto. Ad esempio, lavorare da casa consente alle persone di evitare il tempo necessario per compiere il tragitto casa-lavoro e dedicarlo a portare i figli a scuola, ad andare a correre o semplicemente ad alzarsi più tardi, tanto si arriverà comunque in orario al computer.

Disconnettersi. Dal 2017 in Francia una legge ha stabilito il diritto alla disconnessione: le aziende con più di 50 dipendenti devono fissare con accordi interni e sindacati tempi e modi per essere offline. Purtroppo non è così dappertutto e l’essere costantemente raggiungibile sullo smartphone o sul pc può essere davvero deleterio per la salute mentale. Il consiglio quindi è: quando lasci il lavoro, lascialo davvero. Quindi spegnere telefono e computer e ricaricarsi.

Aprirsi. Parlare dei propri problemi di salute mentale non è facile. L’indagine di YouGov rivela che la salute mentale è uno dei temi più ostici da affrontare sul luogo di lavoro, a differenza di altre tematiche come etnia, salute fisica e religione. I giovani sono meno portati a rivelare di avere problemi di questo tipo: solo un terzo dei 18-29enni si sentirebbe a proprio agio a parlarne con il capo, rispetto a quasi il 50% dei 40enni. Alcune aziende però stanno facendo passi avanti per incoraggiare la discussione sul tema, ad esempio creando al proprio interno reti di primo aiuto per offrire ascolto ai colleghi. Sempre dall’indagine, è emerso che la metà dei manager accoglierebbe positivamente una formazione sul tema della salute mentale e il 35% ha dichiarato di non avere strumenti o servizi per sostenere il benessere mentale dei propri dipendenti.

Gestire meglio il proprio tempo libero. E quando non si è al lavoro? Un valido contributo al proprio benessere mentale può arrivare dal cibo (l’importante è che sia sano), dal numero di ore di sonno, e dal movimento fisico: anche solo una passeggiata all’aria aperta può aiutare.

Essere più indulgenti. L’ultimo consiglio è non essere troppo duri con se stessi: nel caso di difficoltà, lavori faticosi o periodi stressanti a volte è meglio prendersi un po’ di spazio, qualche ora o qualche giorno di stacco o contrattare un orario più flessibile.

 

Fonte: Articolo di Laura Pasotti su www.repubblica.it

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